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Antonio Manganelli è il nuovo direttore generale della Pubblica Sicurezza, nato ad Avellino l’8 dicembre 1950, ha 56 anni e ha percorso le tappe più importanti della sua carriera nella Polizia di Stato proprio a fianco all’ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro, di cui è diventato il vice il 3 dicembre 2001. Era ancora molto giovane quando, proprio con De Gennaro, diventa uno degli investigatori di punta di Giovanni Falcone in Sicilia. In quegli anni spiccano la cattura del boss Tommaso Buscetta in Brasile e poi le grandi inchieste di mafia che porteranno al maxiprocesso contro i boss di Cosa Nostra. Tra gli incarichi ricoperti da Manganelli, quello di responsabile del Servizio Centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia. È stato questore a Palermo e poi a Napoli. Arriva nel 2000 la nomina del Consiglio dei Ministri a prefetto di prima classe, con l’incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza. Laureato in Legge a Napoli, è specializzato in Criminologia Clinica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Modena. Manganelli è stato docente di «Tecnica di Polizia Giudiziaria» all’Istituto Superiore di Polizia ed è autore di pubblicazioni scientifiche in materia di sequestri di persona e di tecnica di polizia giudiziaria, tra cui, di recente, il manuale pratico delle tecniche di indagine «Investigare», scritto con il prefetto Franco Gabrielli, attualmente direttore del Sisde. Manganelli ha la fama di un grandissimo lavoratore, uno che non si è mai tirato indietro, a Natele o a Ferragosto. Una sola volta si è trovato lontano dal suo posto, ma si è trattato di un bene. Era in vacanza, per una volta, proprio nei giorni maledetti del G8 di Genova 2001. Una coincidenza che ha decisamente reso più facile il placet anche da parte della sinistra radicale. E Gianni De Gennaro, il «grande poliziotto che ha reso eccezionali servizi al nostro paese», come lo ha definito il ministro della Giustizia Mastella, dove andrà? Per lui si delinea un incarico prestigiosissimo momentaneamente è stato nominato nuovo capo di gabinetto al Viminale al fianco del ministro dell'Interno Giuliano Amato,ma nulla escluso che potrebbe essere un «superprefetto» per il coordinamento tra le polizie italiane (questione che ad Amato sta a cuore da anni). O forse si occuperà della gestione dei rapporti internazionali del Viminale. Alcuni hanno ipotizzato un incarico ad un «superCesis» che però è ancora da creare, o forse un ruolo all’Onu o nell’Unione europea. Una cosa appare certa: anche se un bel pezzo della sinistra non gli ha mai perdonato il G8 di Genova 2001 De Gennaro avrà un incarico ben più prestigioso di quello che ha appena lasciato. |