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Dai sempre più frequenti servizi televisivi e dalle migliaia di articoli pubblicati su riviste e quotidiani, si evince come la famiglia non rappresenta più il luogo dell’amore e della sicurezza. Molti sono gli omicidi che si consumano proprio in quel luogo che dovrebbe fornire riparo e donare amore. L’aspetto più inquietante di tanti omicidi è la normalità sociale e psicologica di taluni assassini familiari. Nonostante i mezzi di comunicazione ci presentano ripetutamente episodi di omicidi nel corso della giornata, e di ognuno di questi fatti si ha notizia più volte; e nonostante l’omicidio è magari uno solo, ma i mezzi di comunicazione facendo da cassa di risonanza e da amplificatori dell’allarme sociale, danno vita ad impressioni multiple; l’idea che queste cose accadano agli altri, a quelli diversi e lontani da noi, è un’idea che tranquillizza allontanando da noi il pericolo. Inoltre molti omicidi prima erano consumati da folli o in ambienti di miseria economica, culturale, sociale e, quindi, tutto ciò appariva come una spiegazione e le spiegazioni quietano un po’ l’ansia. Oggi invece, si stanno sviluppando delitti che germinano in un humus di assoluta normalità, in un ambiente privo di problemi economici, sociali e culturalmente elevati. Tuttavia, anche oggi per combattere la paura è necessaria una spiegazione, ma nonostante tutte le supposizioni, le tracce, le prove, l’unica vera spiegazione la può dare solo chi è stato il responsabile diretto o indiretto del male compiuto. Una volta scoperta la colpa si cerca di capire la causa e allora si punta il dito contro la famiglia. Certo, ognuno di noi è plasmato dalla famiglia, dai propri valori, dalle proprie regole e dai propri comportamenti, ma non sempre la famiglia ha trasmesso quel valore o quel comportamento. Infatti, poiché la famiglia non risiede in un vacuum sociale, risente e viene influenzata dallo spirito dell’epoca, e quindi è costretta a cambiare, seguendo i tempi che invece cambiano velocemente e in maniera frenetica. In questo modo, risentendo di grossi disagi, manifesta segni sempre più spesso violenti di malessere, apparendo disorganizzata e destrutturata, assolutamente confusa. Tutto ciò mette fortemente in discussione i ruoli da sempre stabiliti, alterando drammaticamente gli equilibri famigliari e deludendo sempre più spesso le aspettative reciproche di ogni membro della famiglia. Col frantumarsi di uno dei pilastri fondamentali della nostra società, svanisce sia il contenitore degli umori individuali, sia la capacità decisionale di ciascun membro, svuotandosi così, del suo proprio significato. Divenuta un corpo inanimato, la famiglia è sempre più incapace di gestire i fallimenti dei progetti di vita individuali, le insoddisfazioni e le insofferenze, trasformandosi da luogo di slancio vitale a luogo preferito in cui e su cui scaricare l’aggressività. La crescente difficoltà nel gestire quotidianamente la vita, porta gli individui ad una continua tensione, la quale è accentuata dalla fortissima competitività su cui si basano molti rapporti sociali e lavorativi. Inoltre, vanno sempre più imponendosi modelli culturali che si basano sul successo ad ogni costo e senza scrupoli, per cui alla fine l'individuo si ritrova, da un lato stretto tra una realtà macrosociale difficile da affrontare e da superare, a dall’altro dominato da una famiglia che non è più capace di dare certezze e stabilità. L’unica possibilità allora, è quella di scaricare le frustrazioni sui congiunti e tra questi, quelli più deboli come donne e bambini. Le difficoltà dell’individuo sono poi aggravate dai mezzi di comunicazione di massa, i quali propongono realtà virtuali e iperrealtà. Prospettando scenari in cui tutto sembra possibile, infatti, lo spettatore è ammaliato, in quanto, essendo in quel momento solo occhi e mente, modifica il proprio “io” per declinarsi all'infinito ed assumere ruoli che non gli sono i suoi. Tuttavia lo stato di estasi che né deriva è pura illusione/allucinazione. Infatti, diffondendo tali modelli a tutti, non si tiene conto di quegli individui con interiorità ed equilibri compromessi, nei quali si vanno ad innestare proiezioni irrealizzabili e che mano a mano innescano, a loro volta, una miscela esplosiva che poi sarà detonata sempre più spesso in famiglia. Questo perché, è più facile e legittimo sfogarsi con chi è più vicino. La soluzione è quella, da un lato, di studiare e capire le nuove forme familiari, e dall’altro creare una rete fitta di servizi e di professionisti. Fondamentale, infine, è la diffusione di una nuova cultura dell'individuo basata non sull’aiuto, perché è proprio nell’ombra che il burattinaio tende i fili delle marionette cadute nella disperazione, ma dell’assistenza.

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