|
Mi ha molto colpito, la sentenza, per il delitto di Cogne: "uccide per un conflitto interiore". Mi chiedo: quanti di noi, vivono giornalmente, conflitti interiori? La maggior parte delle persone, io sono una di queste, che in passato, dopo pochi anni di matrimonio, cominciai ad ammalarni di una nevrosi, a carattere fobico, per un conflitto interiore col mio partner; ho avuto un figlio, che nonostante, i miei disagi, ho allevato con dedizione; non potevo purtroppo portarlo fuori, perchè le mie fobie(agorofobia), paura degli spazi aperti, non mi permettevano di uscire, di svolgere una vita sociale normale; rifiutai sempre gli psicofarmaci, e la psicoterapia, convinta che il solo fatto, di avere focalizzato, la causa del mio conflitto, potesse bastare a superare il disagio; in effetti fu cosi, posso dire di esserne uscita dal tunnel, da sola, sottoponendomi ad un lavaggio di cervello, eliminando mentalmente, l'elemento disturbante, che me l'aveva procurato, e annullando tutti i retaggi, di un'educazione tradizionalista, dove il marito,te lo dovevi tenere, così com'è; vinsi la mia battaglia con la malattia, uscii da questo tunnel, che mi aveva allontanato, dai ritmi di una vita normale; ricordo le mie prime passeggiate,in mezzo alla gente, senza più paura, era per me una rinascita, una vittoria su me stessa; ho voluto portare la mia testimonianza, sul mio malessere , durato anni, solo per riflettere, che non si puo', secondo me,uccidere qualcuno per un conflitto; per cui volevo concludere, dicendo, che chissà cosa scatta all'improvviso, nella nostra mente, per arrivare a commettere certi crimini, non certo un conflitto interiore. |