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Seconda media. Tema:" Se nella tua classe è presente un compagno antipatico oppure un professore altamente noioso, escogita un piano diabolico per sbarazzartene, naturalmente attraverso la penna. Racconta ambientando il giallo tra le mura della tua scuola. Abbi cura di presentare personaggi e abitudini, inscenare il ritrovamento di un cadavere, risalire alle caratteristiche della vittima, tali da giustificarne la soppressione, raccogli indizi e prove a carico di qualcuno davvero insospettabile". Che dire di una simile traccia? La scrittrice, nonché insegnante in un liceo di Torino, Paola Mastrocola come reagirebbe dinanzi a quest'ennesimo segno di declino della scuola italiana? Lei, che nel suo libro "La scuola raccontata al mio cane" parla di insegnanti-guida, di valori, di qualcosa che viene trasmesso dall'insegnante allo scolaro, di passione per lo studio. Lei, che auspica un logo isolato per ogni studente, un posto lontano da tutto e da tutti dove poter riflettere, apprendere, dedicarsi alla lettura...Di tutto ciò sembra non esserci traccia. Il declino socio-culturale che interessa il mondo dei giovani non si limita a questo;la scuola riveste,o almeno dovrebbe rivestire, un ruolo importante per la formazione ma è inefficace se non viene affiancata dalla famiglia. Il pensiero corre subito all'assenza e al permissivismo di genitori che, resi troppo stanchi da un'intensa gornata lavorativa, finiscono con il cedere alle richieste più inopportune dei figli, sfiorando l'indifferenza ed evitando il dialogo, strumento importante per la loro crescita personale. Tutto questo genera il fenomeno tutto nuovo della "pedofobia" che vede contrapposti genitori timorosi ad adolescenti aggressivi, incapaci di trovare un punto di riferimento. Abbandonati al proprio destino i giovani annaspano cercando di trovare un senso alle proprie esistenze e dei valori in cui credere.Questa nuova generazone, la generazione del web, è prigioniera della moda, dei videogiochi, degli atti di bullismo. Risale a poco tempo fa l'episodio di una ragazza sedicenne investita da un autobus. I compagni, presenti al momento della tragedia, invece di allertare al più presto i soccorsi estraggono i telefonini dalle loro tasche e iniziano a filmare l'accaduto, impassibili davanti all'orrore, per poi farlo circlare nel web. I tempi delle grandi ideologie politiche sono ormai lontani. Oggi i giovani si "nutrono" di discoteche, cellulari e tecnologie, diventando insensibili a quanto li circonda. ogni vicenda, anche la più truce, a causa dei mezzi dei mass media diviene spattacolo. non c'è nulla per cui combattere, nulla da conquistare per il semplice fatto che già tutto è stato conquistato. I giovani alla deriva si rispecchiano nelle statistiche, campeggiano nei sondaggi con le loro vite che hanno smesso di sognare. Resta solo da chiedersi in cosa si concretizzi tale decadimento socio-culturale. Cyber-bulling, "shottino", sesso occasionale. Sono solo alcuni aspetti messi in rilievo dall'attuale rapporto Eurispes sul mondo giovanile. Una finestra aperta sui principali problemi che interessano gran parte degli adolescenti e che mettono in allarme famiglie e istituzioni. Sembra essere rimasto poco spazio alla tipica ingenuità adolescenziale, alle fantasie romantiche e alla spensieratezza: i risultati di un'dagine svolta da Telefono Azzurro- Università Tor Vergata di Roma sulle esperienze tra i tre e i dodici anni informano che il 54% delle bambine e il 7% dei bambini mettono in atto degli atteggiamenti sessuali volti ad esplorare il loro corpo già in età precoce. inoltre, sempre in ambito sessuale si rileva l'aumento del sesso occasionale tra i giovani; infatti, se nel 2002 il 17,4% non aveva mai avuto un rapporto occasionale nel 2007 la percentuale è scesa al 7,7% (dati Eurispes).
Cpme viene percepita la sessualità dai ragazzi dell'era cibernetica? Stando alle loro valutazioni, il 49,1% la vede come espressione dell'amore, il 14,8% come un'esigenza naturale e l'11,3% come un'attrazione tra due persone. Il più fedele ad una visione romantica e sognatrice dell'amoreè il 63,2% delle ragazze contro il 22.3% dei ragazzi.
Nella nostra società del disincanto occorrerà lavorare molto per mutare lo stato delle cose, inculcando nella mente e nel cuore delle giovani generazioni il rispetto per la vita e per se stessi. E' una sfida che riusciremo a vincere? Ai posteri l'ardua sentenza. |