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Passaporti di terroristi che resistono alle fiamme dell’inferno e cascano intatti in mano agli agenti dell’FBI. Dilettanti dell’aria che non sono mai riusciti a prendere il brevetto per gli aerei da turismo, che si impadroniscono di Boeing da 100 tonnellate e gli fanno fare manovre degne della pattuglia acrobatica. Il testamento di un terrorista che ricompare, senza nemmeno una scottatura, dallo schianto dell’aereo in Pennsylvania. La difesa aerea più impenetrabile del mondo che non riesce ad intercettare uno solo di quei quattro aerei dirottati nell’arco di oltre due ore. Un’FBI che in 48 ore riesce a darci la lista completa dei dirottatori, con tanto di fotografie, quando sulle liste passeggeri non compariva un solo nome arabo. Dirottatori maldestri, che riescono a seminare dappertutto copie del Corano e manuali di volo in quantità industriali. Passeggeri che telefonano coi cellulari da 8 mila metri di altitudine come se fossero dietro l’angolo.
QUESTO È STATO L’11 SETTEMBRE, TUTTO QUESTO E NON SOLTANTO C’è soprattutto uno sceicco annoiato, noto agente della CIA, che avrebbe fatto gli attentati senza nessun motivo apparente, mentre l’amministrazione Bush miracolosamente trae più benefici da questa sua ”cattiveria”, che se lo avesse pagato apposta per farla. Talmente forte era la loro voglia di andarsi a prendere l’Afghanistan, che in seguito la Senatrice Feinstein ha scoperto che un preciso piano di guerra per invadere il paese fu messo sulla scrivania di George Bush, pronto da firmare, il 10 di Settembre 2001. Il giorno prima degli attentati. Per fare le guerre però ci vogliono anche tanti soldi, e quelli il parlamento te li da' solo se hai il pieno supporto della popolazione. Ma per avere quel tipo di supporto, bisogna che il ”cattivo” ci tocchi nell’intimo, colpendo il simbolo più caro che abbiamo della nostra civiltà. Nè basta certo che lo colpisca,bisogna che crolli rovinosamente, in maniera dolorosa e umiliante, che porti con sè migliaia di innocenti, per scatenare in noi quella paura e quello sdegno che ci faranno davvero volere la tua guerra fino in fondo. Con Pearl Harbour, in fondo, la cosa aveva funzionato.
IL MISTERO DELLE TORRI Ma le Torri Gemelle erano state progettate per reggere all’impatto non di uno, ma di multipli aerei di quel tipo. Ecco allora che ci si domanda cosa ci facciano gli ”squibs” delle demolizioni controllate (gli ”sbuffi” di cemento, tipici delle cariche esplosive usate nelle demolizioni controllate), in quelli che dovrebbero essere dei semplici crolli passivi. Da dove viene la forza che scaglia quintali di calcinacci a una distanza tale da creare un ”fungo” di macerie largo il doppio della Torre? Come mai ci sono dozzine di testimonianze filmate, in video, sui giornali, nelle interviste TV che raccontano di esplosioni multiple, ravvicinate, avvenute prima e durante i crolli stessi? Qual’è la forza che riesce a staccare dalla struttura della Torre un una trave di acciaio da cinque quintali, scagliarlo fino a colpire l’edificio di fronte?
100 DOMANDE SENZA RISPOSTA L’Associazione Familiari delle Vittime, nel denunciare Bush e Cheney per alto tradimento dello stato, vuole sapere: a) come mai le porte dei tetti delle Torri fossero chiuse dall’esterno, impedendo così eventuali salvataggi con l’elicottero; b) come mai tutto l’acciaio dei piloni di supporto sia stato svenduto in gran fretta, senza nemmeno essere prima analizzato; c) come mai si disse agli occupanti della seconda Torre che non c’era nessun bisogno di evacuarla, mentre si sapeva già che un secondo aereo stava facendo rotta su di loro?
Sono oltre cento le domande di questo tipo, poste al governo dall’Associazione Parenti delle Vittime, che ancora attendono una risposta.
UNA STRATEGIA ASSURDA E’ noto come sia impossibile volare per più di qualche minuto fuori rotta, nei cieli intorno a Washington, senza venire intercettati dai caccia della difesa americana. Nonostante questo i dirottatori hanno messo in atto un piano che avrebbe potuto funzionare solo se l’intero sistema di difesa fosse andato in tilt proprio in quel momento. Se ne sono andati tranquillamente a zonzo, per intere mezze ore, come se sapessero che la difesa non sarebbe mai intervenuta. L’AA77 addirittura è partito da Washington per colpire il Pentagono (che sta a un miglio di distanza), ma è andato fino all’Ohio prima di fare dietro front e puntare sulla capitale. Come partire da Fiumicino con l’intenzione di colpire il Colosseo, e andare fino a Milano a prendere la rincorsa, mentre non uno dei caccia stazionati nelle varie basi militari, riesce curiosamente ad alzarsi in volo.
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